Ecco come salvarsi durante un’eruzione vulcanica

Sono molte le persone che vivono vicino a dei vulcani ancora attivi e che ci convivono da tutta la vita, ma non sempre sono informate su cosa fare durante un’eruzione.

In Italia ne esistono almeno 10 e sono il Vesuvio, l’Etna, Ischia, Pantelleria, Lipari, Vulcano, Colli Albani, Isola Ferdinandea, Campi Flegrei, Stromboli. Lo Stromboli e l’Etna hanno momentaneamente continue eruzioni separati da brevi intervalli.

Se vivi vicino ad un vulcano attivo la prevenzione è fondamentale per salvarsi, recenti studi hanno dimostrato che le future eruzioni del Vesuvio potranno essere molto potenti e pericolose e potrebbero togliere la vita a centinaia di migliaia di persone in meno di 5 minuti, non preparate ad un piano d’evacuazione.

Dato che il primo consiglio è quello di stare alla larga dai vulcani attivi, se però ci si trova a vivere nelle vicinanze di un vulcano in eruzione è necessario fare le mosse giuste per sopravvivere.

Bisogna rimanere sempre aggiornati tramite i canali informativi del proprio comune e degli organi di competenza che rilasciano le giuste informazioni sullo sviluppo dell’attività di un vulcano.

Normalmente ci sono degli standard per avvisare la popolazione, come le sirene, interruzione di trasmissioni televisive per avvisi urgenti e tramite la radio.

Ogni comune o regione dove è presente un vulcano attivo dovrebbe avere una mappa con le zone pericolose e che mostrano il percorso della lava e il tempo necessario per raggiungere una determinata località, insieme ad un piano di emergenza. Tenerla in casa e studiarla è molto importante per farsi un’idea e data la complessita e, in certa misura, l’imprevedibilità delle eruzioni vulcaniche, è bene calcolare più percorsi alternativi.

Vale la pena creare preventivamente un piano con la propria famiglia per sapere dove recarsi e cosa fare tutti insieme, comprendendo la fuga insieme agli animali domestici, fare una lista di cosa prendere con sè e quali azioni rapide compiere per cercare nel minor tempo possibile di rendere sicura la casa e le persone.

Kit di sopravvivenza

Chi vive a pochi km da un vulcano dev’essere sempre pronto a tutto e tenere a portata di mano un kit d’emergenza che comprende una maschera antigas a schermatura per proteggere gli occhi, una radiotrasmittente a batterie, una luce lampeggiante, scorta di acqua, cibo, medicinali e una mappa.

I vestiti devono essere comodi, pantaloni e magliette a maniche lunghe. Se avete problemi di vista non utilizzate le lenti a contatto, ma occhiali protettivi o da vista.

Caduta di cenere vulcanica

Se ci troviamo in casa e inizia a cadere cenere vulcanica, chiudere tutte le finestre, bloccare le prese d’aria per impedire che entri e cercare di controllare il livello di accumulo; la cenere accumulata potrebbe creare un crollo del tetto.

Se ci troviamo all’esterno utilizzare la mascherina protettiva, proteggere le vie respiratorie e, se siamo alla guida, condurre con molta prudenza. La cenere può provocare seri danni all’apparato respiratorio e rendere le strade instabili per le ruote dell’automobile, riducendo l’aderenza.

Caduta di bombe vulcaniche e colate iroclastiche

Bomba vulcanica

Se ti trovi in una zona considerata ad alto rischio per la caduta di bombe vulcaniche o per le colate, la prima cosa da fare è lasciare l’edificio e mettersi al riparo tramite un piano preventivo, l’allontanamento è l’unica difesa possibile.

Assicurarsi di avere sempre l’auto con il carburante sufficiente per permettere di raggiungere la zona designata.

Cosa non fare

Evitare di avvicinarsi ai fiumi, di sostare o campeggiare nelle zone a rischio e le vie sotterranee perchè l’anidride carbonica, inodore e letale, è più pesante dell’aria. Le emissioni di gas possono essere presenti anche in aree più distanti dal vulcano.

Durante un’ermergenza le linee telefoniche vengono intasate e questo non permette l’utilizzo del cellulare, le chiamate dovranno essere fatte solo in gravissime situazioni per permettere ai soccoritori di classificare gli interventi.

Se è possibile evitare di mettersi alla guida, la cenere può daneggiare il motore o le parti meccaniche dell’auto e, se si è costretti, non superare i 50km/h.



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