Abbassare la febbre allunga il periodo di guarigione e aumenta il rischio di malattie gravi

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E’ risaputo che l’autodiagnosi delle malattie e soprattutto
l’automedicazione possono essere dannosi, però molte persone per
alleviare i sintomi di un’influenza o per combattere un raffreddore
utilizzano dei farmaci che non sono soggetti a prescrizione medica e che quindi sono facilmente reperibili in farmacia.

Quando ci viene la febbre la prima cosa a cui pensiamo è come poterla contrastare nel più breve tempo possibile, in realtà quando la temperatura del nostro corpo aumenta è per potersi difendere autonomamente dagli attacchi di agenti tossici, pertanto è una
reazione molto importante del nostro organismo.

Lasciare agire la febbre, senza reprimerla solo dopo i primissimi  sintomi, apporta molti benefici al nostro corpo ed è dimostrato che rafforza il nostro sistema immunitario, inoltre ad una temperatura di 38 o 39 gradi virus e batteri muoiono e l’eliminazione di scorie e tossine è facilitata.

Interrompere il processo naturale dell’aumento di temperatura in maniera rapida non vuol dire essersi liberati del problema, anzi questo comporta dei tempi di guarigione estremamente più lunghi. Oltre a questo la proliferazione della malattia è molto più facile, in quanto è possibile infettare anche altre persone.

Di fatto far reagire il nostro corpo in maniera fisiologica agli attacchi di agenti esterni ed ammalarci “gentilmente”, aiuterebbe il nostro organismo ed anche la società, ma non solo poiché diversi studi affermano che con il superamento di infezioni in maniera naturale il nostro sistema immunitario stimola delle cellule chiamate NK, che possono aiutare a prevenire malattie degenerative o tumori.


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