Hai la sensazione di far fatica a respirare durante la notte? Potrebbe essere l’apnea notturna, ecco cosa dovresti sapere

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L’ apnea notturna è una sindrome abbastanza diffusa; chi ne è affetto va incontro ad una serie di problematiche che non dovrebbero mai essere prese alla leggera. Prima di illustrare quali sono, è bene fare una piccola premessa per capire come riconoscere quando si è affetti dal disturbo dell’ apnea notturna.

Apnea notturna: studio del fenomeno

Chi ne è affetto manifesta durante il sonno, un eccessivo rallentamento della respirazione. In altre parole le pause tra un respiro e l’altro diventano molto lunghe, anzi, troppo lunghe: queste pause possono durare dai pochi secondi (in questo caso non è molto pericoloso) fino ad arrivare addirittura a comprendere un intervallo di tempo che sfiora il minuto.

Chi soffre una forma aggravata di questo disturbo può riscontrare che queste pause della respirazione sono numerosissime nell’arco della notte; si ipotizza addirittura 30 volte in un ora, fatevi 2 conti moltiplicandolo per il numero delle ore che passate a dormire e riscontrerete che nell’arco della notte si può benissimo superare le 100 apnee notturne.

L’apnea notturna abbassa notevolmente la qualità del sonno poiché rende il sonno del paziente più disturbato e leggero (perciò un’ora di sonno risulterà sterile in fatto di qualità del riposo). Inutile dire che tutto questo porterà chi ne è affetto ad essere meno “fresco” durante la giornata; molte persone che sono ad uno stadio avanzato (in virtù dell’entità del disturbo) possono riscontrare un elevato stato di sonnolenza diurna nell’arco dell’ intera giornata.

Insomma, pensate quanto può essere snervante per una persona il fatto di essere già stanco appena ci si è svegliati; questo potrebbe avere serie ripercussioni nella vita di tutti i giorni.

Apnea del ostruttiva e apnea centrale del sonno

Esistono 2 forme di apnea che dobbiamo tenere sotto controllo:

  1. Apnea ostruttiva: è la forma più comune del fenomeno sopracitato; in questo caso possiamo riscontrare nella persona che ne è affetta un mal funzionamento delle vie respiratorie, queste ultime si comprimono e quando si cerca di respirare possiamo notare nella povera vittima una fortissima tendenza a russare, in questo caso più aria si cerca di immettere nei polmoni, più forte è il suono prodotto dal russare. Generalmente l’apnea notturna ostruttiva è diffusa nei pazienti in sovrappeso (perché il grasso può ostruire i muscoli della trachea), ciononostante anche nei bambini che sono affetti da tonsillite, possiamo riscontare una certa forma di apnea ostruttiva.
  2. L’apnea centrale del sonno è più rara: qui la colpa del malessere notturno è originata dal cervello che non manda i segnali corretti ai muscoli respiratori; in altre parole il nostro cervello si dimentica di respirare. Quest’ultima forma in realtà potrebbe (ipoteticamente) colpire chiunque, ciononostante si riscontra un’elevata incidenza nei soggetti che usano farmaci (quali ancora non si sa di preciso).

Perché è necessario prendere fin da subito seri provvedimenti?

La risposta a questa domanda è la seguente: l’apnea del sonno (insieme a tutte le cause che hanno l’hanno scatenata) può portare il paziente ad essere affetto da ipertensione, infarto, ictus, diabete ecc. Uno stadio avanzato della sindrome può portare la povera vittima ad avere un’insufficienza cardiaca. Va ricordato il fatto che la sonnolenza durante la giornata è pericolosissima poiché espone la persona e anche chi gli sta intorno ad una serie di imprevisti: incidenti sul lavoro, incidenti automobilistici, insomma “chi più ne ha, più ne metta”

Come curare l’ apnea del sonno

L’apnea del sonno può essere curata modificando lo stile di vita, nel caso dell’apnea ostruttiva la cosa migliore da fare è intraprendere una dieta migliore che possa portare il corpo a smaltire il grasso in eccesso (e perciò a liberare le vie respiratorie). Qualora non dovesse bastare (o addirittura funzionare) è consigliabile sottoporsi alla chirurgia.

Un’ultima cosa: è di fondamentale importanza farsi diagnosticare la patologia di cui soffrite; in altre parole voglio dire che non tutte le persone colpite sanno di cosa si tratta il disturbo del sonno (e perciò non sanno di avere l’apnea notturna). Si ritiene molto importante fare determinate visite mediche che controllino i valori sanguigni ed eventuali anomalie dell’apparato respiratorio. Una pratica molto comune è lo studio del sonno (in particolare la Polisonnografia): cioè monitorare il paziente mentre dorme, questa seduta può essere rivelatoria per capire con cosa abbiamo a che fare.

Si spera che molte più persone possano capire e comprendere meglio il pericolo dell’apnea del sonno; la salute non è un optional.


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