Balena morta costruita con la plastica: un messaggio inquietante

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Una balena di 16 metri circa è stata ritrovata nelle spiagge di Manila Bay. A primo impatto molte persone hanno pensato fosse il solito (e purtroppo triste) ritrovamento di una carcassa di balena spiaggiata, ma quello che hanno scoperto subito dopo li ha sconvolti ancora di più: la balena in realtà è di plastica ed è stata interamente realizzata utilizzando la spazzatura presente nell’ambiente circostante. Qual è il motivo di tutto questo?

Come è stato accolto l’esperimento realizzato da Green Peace?

Fonte immagine: NTD.TV

Molte persone alla vista della carcassa hanno espresso rabbia, sgomento ma soprattutto hanno affermato che l’installazione fosse altamente disturbante. In realtà l’iniziativa aveva proprio quel motivo: sensibilizzare quanto più possibile le persone per fare capire che la vita delle balene è tutt’altro che facile. Forse molte persone hanno trovato tutto questo “osceno” ma cosa potrebbero pensare qualora sapessero i dati reali sulla popolazione dei cetacei?

Il triste destino dei re degli oceani

Purtroppo moltissimi esemplari (di questi) perdono la vita in circostanze tristi ed inaccettabili. Solo poco tempo fa in Norvegia fu ritrovato il corpo senza vita di un cetaceo, la povera vittima ha perso la propria vita (interamente) per colpa dell’uomo: diverse decine di buste di plastica furono ritrovate nello stomaco della balena; tutto questo materiale ha ostruito lo stomaco e l’apparato digerente (impedendo all’ignaro cetaceo di poter assorbire il cibo che mangiava). Tutto questo ha portato la povera vittima ad una lunga e lenta agonia fino a sopraggiunta morte per fame. Greenpeace stima che tra pochissimi anni i nostri oceani avranno più plastica che pesci.

Fonte immagine: Dailygreen

Tutto questo potrebbe già mettervi in agitazione; ciononostante il “quadro clinico” non è affatto completo: il surriscaldamento globale (insieme alle cause scatenanti) sta minando l’ecosistema di moltissimi esseri viventi; parlando di balene (gli animali più esposti) tutto quello che sta avvenendo ha già portato i poveri ex re degli oceani a vedersi ridurre drasticamente gli alimenti necessari per poter andare avanti (come krill e zooplancton).

Fonte immagine: DazebaoNews

Un altro fattore ancora da tenere in considerazione sono (senza alcun ombra di dubbio) le caccie spietate verso i cetacei in questione. Sebbene la balena sia a rischio di estinzione, alcuni stati ignorano l’avvertimento e procedono indisturbati alla caccia. Il Giappone ignorando il divieto di pescare balene (illegale dal 1986) ed anche la decisione della corte internazionale di Giustizia continua imperterrito la sua folle corsa verso l’estinzione delle balene.

Anche Parigi coglie la palla al balzo

Fonte immagine: afp.com

Nella giornata del 21 luglio la popolazione che stanzia vicino alla cattedrale di Notre-Dame si è svegliata con la vista di un cetaceo di 18 metri. Quest’opera è stata realizzata dal gruppo collettivo Captain boomer. Nel corso dell’intera giornata molti volontari hanno inscenato un tentativo di salvataggio mediante il getto di acqua sulla povera carcassa. Al termine della giornata, il portale di Captain boomer ha commentato su internet il conseguimento del traguardo:

La balena spiaggiata è una gigantesca metafora della perturbazione del nostro ecosistema

 

É necessario auspicare che col passare del tempo possa crescere sempre di più il numero dei sostenitori delle balene; alcuni esperti hanno affermato che in pochissimo tempo potremmo assistere alla completa estinzione della specie; speriamo che ciò non avvenga mai.


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