Ecco i veri ed assurdi motivi per cui la Canapa è stata abolita.

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Per diversi secoli l’essere umano si è servito della natura per riuscire a sopravvivere dopodiché, in soli pochi anni, l’interesse e le speculazioni di alcuni hanno fatto in modo che molte cose cambiassero.

Un esempio tra i tanti è sicuramente quello che riguarda la coltivazione delle piante di canapa, una risorsa che per migliaia di anni è stata sfruttata per le sue innumerevoli qualità e dalla quale molti popoli hanno potuto ricavare tessuti, oggetti ed addirittura cibo e medicine.

Quando si parla di Canapa è difficile non associarla alla marijuana, ovvero al THC che è la sostanza stupefacente che si ricava dalle sue foglie e dai suoi fiori. Questo accade perché negli Stati Uniti, verso la metà del secolo scorso, venne fatta una discriminazione mediatica nei confronti di questo arbusto tanto da farlo divenire illegale e da farne abolire la sua coltivazione.

Di fatto alla base di questa proibizione ci furono solo gli interessi di alcune influenti persone che, per proteggere le loro tasche, avrebbero fatto di tutto. In breve accadde che la rivista “Popular Mechanics” pubblicò un articolo dove venne annunciata una nuova macchina in grado di lavorare la Canapa velocemente e con poche spese, in pratica una scoperta che avrebbe potuto avere un forte ritorno economico per tutti i coltivatori. Con questa nuova invenzione però gli affari di due ricchi imprenditori sarebbero saltati così, con l’aiuto di uno dei più importanti banchieri dell’epoca nonché ministro del tesoro degli Stati Uniti, misero in atto una vera e propria campagna mediatica che, come possiamo riscontrare ancora oggi, ebbe molto successo.

Grazie ai media fecero quello che viene definito “terrorismo psicologico” su una massa chiaramente facile da manipolare. Vennero propinate notizie dove madri disperate dicevano che i propri figli erano impazziti a causa della Marijuana e venivano mandate in tv pubblicità dove le persone che fumavano si buttavano dalle finestre, o che con l’auto investivano appositamente i pedoni. Riuscirono in breve tempo a renderne illegale la coltivazione, non solo negli Stati Uniti dove il caso vuole che l’intera Costituzione fu scritta proprio sopra un foglio ricavato dalla Canapa, ma in quasi tutto il mondo.

Una cosa del tutto assurda se si pensa che con le fibre di questa risorsa naturale è possibile ricavare carta senza che avvenga la deforestazione di interi territori con tutti gli svantaggi ed i problemi che ne conseguono e, soprattutto, si potrebbero costruire un’infinità di oggetti senza l’utilizzo del petrolio, come attualmente accade per tutti i prodotti fatti di plastica. Ma non solo, tantissime ricerche hanno dimostrato che questa pianta gode di innumerevoli proprietà curative che potrebbero sostituire molti medicinali presenti sul mercato, ad esempio è in grado di alleviare la nausea dovuta a chemioterapia, è efficace nel trattamento degli spasmi e dei dolori muscolari e per molte altre patologie. Attualmente sono in corso diversi studi che possano attestare anche i suoi effetti antitumorali.

Di seguito un’interessante documentario ci mostra cosa accadde e quali sarebbero stati i benefici, sia a livello medico che ambientale, se la coltivazione di questa pianta non fosse mai stata vietata.


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